Arena di Verona: un'esperienza che è cambiata nel tempo
- trilly900
- 16 gen
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 23 lug
Tra i video di questo blog troverai anche il racconto del mio viaggio a Verona per assistere al concerto di Brunori SAS all'Arena di Verona.
L'Arena è uno dei luoghi più affascinanti in cui abbia mai assistito a uno spettacolo e, negli anni, ci sono tornata molte volte. Ho avuto la fortuna di vedere artisti straordinari come Niccolò Fabi, Elisa, Claudio Baglioni (per ben due volte), Brunori SAS, il concerto evento di Fiorella Mannoia con la Fondazione Una. Nessuna. Centomila e anche spettacoli teatrali, come quello di Paolo Ruffini.
Proprio perché ho frequentato l'Arena così tante volte, ho potuto vedere con i miei occhi come l'accessibilità sia migliorata.
Le prime volte, infatti, la postazione riservata alle persone in sedia a rotelle era collocata accanto alle file di poltrone della platea, in una zona in discesa. La visuale era buona e, tutto sommato, anche la sistemazione risultava abbastanza comoda. Tuttavia, dal punto di vista della sicurezza, quella soluzione non era certamente la più adatta.
Successivamente la disposizione è stata modificata e sono state create due aree dedicate, una sul lato destro e una sul lato sinistro dell'Arena, in corrispondenza della parte superiore delle gallerie d'ingresso. Un cambiamento importante, ma inizialmente con un limite: le persone in sedia a rotelle venivano sistemate nelle postazioni dedicate, mentre gli accompagnatori dovevano sedersi nelle file davanti, separati dalla persona che avrebbero dovuto assistere.
Con il tempo è arrivato un ulteriore miglioramento, a mio avviso fondamentale. Gli spazi sono stati ripensati affinché accompagnatore e persona con disabilità possano stare vicini. Oggi le sedie a rotelle vengono posizionate nella parte anteriore dell'area, con un'ottima visibilità sul palco, mentre gli accompagnatori siedono immediatamente dietro.
Può sembrare un dettaglio, ma non lo è affatto. Per chi ha bisogno di assistenza, avere accanto la persona che lo accompagna significa vivere lo spettacolo con maggiore serenità e sicurezza. È la dimostrazione che l'accessibilità non è fatta solo di rampe e ascensori, ma anche di soluzioni organizzative pensate davvero sulle esigenze delle persone.
Per questo ho voluto condividere questa esperienza: perché quando un luogo ascolta, migliora e rende possibile a tutti vivere la cultura, vale la pena raccontarlo.




Commenti